La collezione Costabili: formazione, arricchimento e dispersione di una grande quadreria storica
Venerdì 23 gennaio 2026, ore 17
Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Conferenza di Alberto Andreoli
Per il ciclo “La Critica d’Arte e la Pittura Ferrarese”. Parte terza. Nell’ambito della terza edizione di “Vivere il Patrimonio UNESCO. Cultura ed esperienze artistiche a Ferrara e nel suo territorio in età umanistica e rinascimentale” / Ottava edizione “Non solo arte”. Conversazioni di storia dell’arte a Palazzo Paradiso
A due secoli di distanza dalla devoluzione del ducato di Ferrara allo Stato della Chiesa (a. 1598), tra il 1796 e il 1860, a seguito della chiusura e soppressione di numerose chiese, congregazioni e conventi cittadini, e della conseguente alienazione, dispersione e scomparsa di gran parte dei tesori d’arte (variamente descritti da M. A. Guarini, A. Borsetti, C. Brisighella, G. Baruffaldi, C. Barotti, G. A. Scalabrini e C. Cittadella), si consumò un vero e proprio disastro del patrimonio culturale ferrarese. Al “ventennio francese” risale la formazione dell’oltremodo cospicua collezione d’arte del marchese Gian Battista Costabili-Containi († 1841), sulla quale ci si propone di portare l’attenzione in questa sede. Redatta da Camillo Laderchi, la Descrizione della Quadreria Costabili (1838-1841) enumera complessivamente 624 dipinti, dei quali quasi quattrocento di scuola ferrarese. Una prima stima della Galleria (con la segnalazione di opere di C. Tura, Bono Ferrarese, Ercole Grandi (sic!), L. Costa, Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso) si deve al collezionista e storico dell’arte Giovanni Morelli (1858). La dispersione dell’ineguagliabile raccolta di pittura, “una serie completa di tutti i pittori della scuola Ferrarese cominciando dalla più remota antichità: de’ più illustri, e copiosi non una ma fino a venti opere” (Laderchi), agevolò la formazione e/o l’arricchimento di nuclei di opere di “ferraresi” di alcuni prestigiosi istituti museali europei. Dagli anni sessanta/settanta dell’Ottocento, ad esempio, una ventina di dipinti della nostra Quadreria sono documentati presso le abitazioni di Sir Charles Eastlake (primo direttore della National Gallery), a Londra, e di Sir Austin Henry Layard, a Venezia; in seguito, tavole e tele (autori: Pisanello, C. Tura, E. de’ Roberti, Bono da Ferrara, F. del Cossa, etc.) sono confluite alla National Gallery, ove si trovano tuttora. Tra gli acquirenti della Costabiliana è altresì da segnalare il Comune di Ferrara, cui si deve l’acquisto di 14 dipinti (autori: A. Alberti, A. Aleotti, L. Costa, Cristoforo, Ferrarese (anonimo) del ’400, Gelasio di Niccolò, G. Ghedini, Ortolano, D. Panetti, M. Pannonio, F. Pelosio, F. Zaganelli), ora presso la Pinacoteca Nazionale di Palazzo dei Diamanti.
Il progetto di promozione culturale si avvale del patrocinio del Comune di Ferrara, con il contributo di Società Dante Alighieri (Sede Centrale)
- Conferenze e Convegni
- 23-01-2026
