IL BOSCHETTO DEGLI AMMORBATI. Primo lazzaretto di Ferrara (1436 – 1650)
Venerdì 27 febbraio 2026, ore 16
Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Presentazione del volume di Tito Manlio Cerioli (Faust Edizioni, 2026, collana di Storia ‘Historiando’), con prefazioni di Marco Gulinelli, Mirna Bonazza e Marialucia Menegatti
Saluti istituzionali. Interventi introduttivi di Fausto Bassini (Faust Edizioni), Marialucia Menegatti (Ferrariae Decus ETS) e Nicola Pinnavaia (Archivio di Stato di Ferrara).
Ne parla con l’autore: Mirna Bonazza (responsabile della U.O. Biblioteche del Servizio Biblioteche e Archivi del Comune di Ferrara)
La scansione cronologica della narrazione consente di riordinare le molte e contrastanti notizie ricostruendo, con taglio divulgativo, la nascita della prima struttura per appestati e affetti da altre malattie infettive nel territorio dell’attuale Comune di Ferrara. Qui, fra tardo medioevo e prima età moderna, morbi come la peste apparivano endemici e inevitabili, e le conoscenze mediche dell’epoca offrivano ben poche soluzioni al problema. Ecco così dispiegarsi un “paese delle meraviglie” fatto di oli miracolosi a base di veleno di scorpioni, coralli, erbe medicinali, suffumigi purificatori con incensi dagli ingredienti anche tossici, in cui la facevano da padroni personaggi che si qualificavano come medici, ma molto più attenti ad accumulare denari che a curare ammalati o a cercare di limitare e prevenire il contagio. A fare da controcanto a questo mondo, però, esisteva già il solido sistema sanitario della quarantena e delle strutture specialistiche destinate alla cura e all’assistenza degli appestati. Per la prima volta si tenta una ricostruzione dell’aspetto del complesso ospedaliero “del Boschetto”, che conduce il lettore a passeggiare nel loggiato e a entrare nelle stanze, formulando altresì ipotesi attraverso il confronto con i modelli superstiti di lazzaretti “alla veneziana”. I luoghi che ospitavano gli ammorbati, sovvertiti dal tempo e dalle profonde modifiche geomorfologiche, risultano oggi irriconoscibili. Tuttavia l’occhio dell’Autore ci accompagna alla scoperta di territori antichi, mimetizzati dietro quelli moderni nella frazione di Mizzana e visibili quasi come se la campagna fosse un palinsesto solamente graffiato dalla modernità, sino a farci intravedere, in controluce, le tracce di quello che fu il primo lazzaretto della città.
Il volume è dedicato alla memoria di Luca Taddia (1962-2022), indimenticato bibliotecario e giardiniere della Biblioteca Ariostea, nonché cultore di storia locale, la cui abitazione sorgeva, in località Mizzana, proprio nei pressi dell’ex lazzaretto degli appestati.
Tito Manlio Cerioli si è laureato in Lettere Classiche all’Università di Ferrara. Nel 2000 ha conseguito il diploma di Archivista alla Scuola di Paleografia Archivistica e Diplomatica dell’Archivio di Stato di Modena. Ha curato il riordino e l’inventariazione di diversi archivi, ecclesiastici e di enti pubblici (ASP Ferrara; Ente Comunale Assistenza; Direzione Orfanotrofi e Conservatori di Ferrara). Ha inoltre realizzato l’inventario della Quadreria degli Orfanotrofi di Ferrara. Si è occupato di Storia ferrarese fra il XVI e il XIX secolo, pubblicando diversi contributi, tra i quali: La nuova chiesa abbaziale di San Michele Arcangelo di Poggio Renatico 1907-2007 (con L. Samoggia e G. Cerioli , 2007); L'Opera Pia Bonaccioli di Ferrara (1855-1876) (2008); Inventario della Congregazione di Carità ed Ente Comunale di Assistenza del Comune di Ferrara (cd- rom 2013); Il Testamento all'anima (2019).
A cura di Faust Edizioni. Con il patrocinio del Comune di Ferrara, in collaborazione con l’Associazione Ferrariae Decus ETS e l’Accademia delle Scienze di Ferrara
- Incontro con l'autore
- 27-02-2026
