«Tecnica si dice in molti modi (?)»: un dialogo filosofico
Mercoledì 13 maggio 2026, ore 10
Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Dibattito tra Carlo Galli ed Eugenio Mazzarella
Ne parlano con i relatori: Agostino Cera (Università di Ferrara, Dipartimento Studi Umanistici) e Marco Bresadola (Università di Ferrara, Dipartimento Studi Umanistici)
È passato oltre un secolo dalla “nascita” della filosofia della tecnica, con il lavoro pionieristico di Ernst Kapp (1877), e più di 70 anni sono trascorsi da quando questa disciplina ha trovato una formulazione teorica matura, grazie al celebre saggio La questione della tecnica di Martin Heidegger (1954). In tempi più recenti, la cosiddetta “svolta digitale” – ovvero l’avvento della “quarta rivoluzione” e dell’“infosfera” (Floridi) – hanno ribadito l’assoluta centralità della tecnica in quanto “rischio del secolo” (Ellul) e attuale “soggetto della storia” (Anders). Ne segue che per svolgere qui e ora il proprio mandato di sempre – “apprendere il proprio tempo in pensieri” (Hegel) – la riflessione filosofica non può che accettare la sfida della tecnica. Proporre un dialogo intorno a questo tema tra due figure dell’autorevolezza di Carlo Galli ed Eugenio Mazzarella rappresenta uno dei modi migliori per dimostrarsi all’altezza di un tale compito e di una tale sfida.
Carlo Galli è stato docente di Storia delle Dottrine Politiche, presso l'Università "Alma mater" di Bologna. Da molti anni il suo lavoro rappresenta un punto di assoluto riferimento nel campo della filosofia politica, non solo nel nostro Paese. Dal 2006 al 2012 è stato presidente del consiglio editoriale della casa editrice il Mulino e dal 2008 al 2012 presidente della classe di Scienze Morali dell'Accademia delle Scienze di Bologna; dal 2009 ha ideato e dirige numerose collane scientifiche presso editori, quali il Mulino e Laterza. Ha diretto l'Enciclopedia del pensiero politico (Laterza, 2000, II ed. 2005). Tra le sue opere, tradotte in diverse lingue: Genealogia della politica. Carl Schmitt e la crisi del pensiero politico moderno (1996); Il pensiero politico moderno (2011); Il disagio della democrazia (2011); Perché ancora destra e sinistra (2010); Sovranità (2019); Democrazia, ultimo atto? (2023); Tecnica (2025).
Eugenio Mazzarella è professore emerito di Filosofia Teoretica presso l’Università di Napoli “Federico II”. Dal 1995 al 2005 ha diretto il Dottorato di Ricerca in “Scienze Filosofiche” dell'ateneo federiciano, del quale ha presieduto la Facoltà di Lettere e Filosofia dal 2005 al 2008. Studioso tra i più autorevoli del pensiero di Martin Heidegger, nel corso degli anni ha elaborato una proposta teorica originale che intreccia la storia della metafisica con l’antropologia filosofica e la filosofia della tecnica. Accanto all’attività filosofica, Mazzarella coltiva quella poetica, per la quale, nel 2025, è stato insignito del prestigioso “Premio Leopardi”. Tra le sue opere: Tecnica e metafisica. Saggio su Heidegger (1981); Nietzsche e la storia. Storicità e ontologia della vita (1983); Vie d'uscita. L'identità umana come programma stazionario metafisico (2004); L'uomo che deve rimanere (2017). Perché i poeti. La parola necessaria (2020); Contro metaverso. Salvare la presenza (2022); Critica della ragione digitale (2026).
A cura del Dipartimento di Studi Umanistici dell'Università di Ferrara, in collaborazione con il Laboratorio di Filosofia Trascendentale e Fenomenologia e con Joint PhD Unife & PUCPR - Transcendental Philosophy and Reflexive Society
- Conferenze e Convegni
- 13-05-2026
