Archivio Storico
N. 2/2025 - 31 marzo 2025
Minacce dal cielo
Archivi e biblioteche di Ferrara durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale
Lunedì 7 aprile 2025, ore 16
Biblioteca Ariostea Via delle Scienze, 17 Ferrara
Verso l’ottantesimo anniversario della Liberazione. Pomeriggio di studi e approfondimenti
Introduzione di Grazia Maria De Rubeis (Dirigente Servizio Biblioteche e Archivi Comune di Ferrara).
Interventi di Mirna Bonazza (Biblioteca Comunale Ariostea), Davide Guarnieri (Archivio di Stato di Ferrara), Corinna Mezzetti (Archivio Storico Comunale di Ferrara), Riccardo Piffanelli (Archivio Storico Diocesano di Ferrara).
Moderazione di Andrea Marchesi (Biblioteca Comunale Ariostea).
Secondo il documento “PRO Cab 119-34” del 7 aprile 1944, redatto dal quartier generale della MAAF (Mediterranean Allied Air Forces), Ferrara rientrava nel “gruppo C” delle 24 città italiane (tra cui Bologna, Modena, Siena e Verona) che pur conservando “edifici storici e religiosi di sempiterno valore per la civiltà” contenevano anche obiettivi militari tali da giustificarne il bombardamento diffuso, con accettazione incondizionata di tutti i danni derivanti. Dal 29 dicembre 1943 al 19 aprile 1945 furono registrate sul territorio ferrarese 276 incursioni delle forze aeree angloamericane, di cui 21 nel capoluogo. Nel complesso il centro urbano delimitato dalla cerchia delle mura, oltre la parte esterna sino alle stazioni ferroviarie, al canale Volano e ai sobborghi di S. Luca e S. Giorgio ebbe oltre il 40% di case distrutte o inabitabili, con più di mille vittime civili, decine di migliaia di sfollati, 41 chiese devastate, 34 palazzi antichi danneggiati.
Attraverso due iniziative pubbliche, promosse e curate dalla Biblioteca Comunale Ariostea, si intende portare all’attenzione di cittadini e studiosi il tema delle sorti del patrimonio culturale di Ferrara durante gli anni del regime e nelle convulse fasi dell’entrata in guerra del Paese: il primo appuntamento (7 aprile) è dedicato alle fonti “del sapere e della memoria” custodite in archivi e biblioteche, mentre il secondo pomeriggio - in autunno - si concentrerà sulle vicissitudini dei beni artistici di musei e chiese. Diversi gli interrogativi alla base di entrambe le iniziative, a partire dalla reazione delle istituzioni pubbliche e religiose cittadine dinanzi ai piani di salvaguardia elaborati sin dal 1934 dalle amministrazioni centrali, ovvero dal Ministero dell’Educazione nazionale (poi di Pubblica istruzione) per le biblioteche e i musei, e dal Ministero dell’Interno per gli archivi: dove furono trasferiti libri, manoscritti, cataloghi, inventari e documenti rari della Biblioteca Ariostea, dell’Archivio Storico del Comune e dell’Archivio Capitolare? Cosa andò perduto, trafugato, saccheggiato? I nemici che minacciavano la memoria storica ferrarese furono solamente le fortezze volanti della MAAF (veri “gangsters dei cieli”, secondo il locale “Corriere Padano”), oppure anche i tedeschi e la stessa popolazione civile, inasprita dalla guerra, dalla prepotenza del regime e dalla miseria, presero di mira gli uffici statali distruggendone gli archivi?
A cura della Biblioteca Ariostea
